Il libro

Diverse missioni sul campo, Brasile, Cina, Africa, Stati Uniti, Italia, anni di inchieste giornalistiche alle spalle, lo studio e l’analisi di diverse indagini della magistratura, interviste con operatori locali, contadini, grande distribuzione, aziende multinazionali, lo studio di bilanci e l’approfondimento su trattati internazionali.

Un groviglio di informazioni nel quale si è dovuto addentrare Stefano Liberti, per capire il funzionamento di alcune tra le più emblematiche filiere alimentari e per avere la possibilità di offrire questa ricostruzione. Un lavoro sproporzionato per avere informazioni che dovrebbero invece essere alla portata di tutti.

“I signori del cibo” ci restituisce l’immagine di un mercato globale in cui si coltivano enormi distese di terra per produrre ortaggi standardizzati che percorreranno migliaia di chilometri, o semi che serviranno a nutrire animali allevati dall’altro capo del pianeta.

Quando parliamo di cibo, parliamo di modelli di produzione, sfruttamento delle risorse, di sostenibilità, di accesso alla terra e sovranità alimentare, di distribuzione e di filiere.  E di lavoro. Perché ogni singolo prodotto presente sullo scaffale di un supermercato o sui banchi di un mercato di quartiere, viene coltivato, trasformato e distribuito.

Ma cosa sappiamo di questi prodotti?

Il dato probabilmente più eclatante è l’assoluta mancanza di trasparenza. Chi produce, chi trasforma, chi commercializza, chi paga e chi ci rimette. Il sistema globalizzato presenta ovunque le stesse caratteristiche:

  • comunità agricole locali soppiantate da grandi produttori, che acquisiscono le loro terre in un moderno sistema di mezzadria;
  • enormi distese coltivate industrialmente con prodotti uguali a loro stessi; una crescente perdita di biodiversità sacrificata sull’altare della produzione;
  • un’esportazione incontrollata fatta di abbattimento dei dazi, dumping, trattati internazionali;
  • una filiera produttiva con un respiro di breve durata, pronta a cambiare direzione a favore di un altro prodotto non appena il mercato è saturo e il consumatore è indotto all’acquisto di altri beni.

In questa filiera convivono tutti: multinazionali, governi, produttori locali, grande distribuzione e, infine, braccianti e contadini sempre più schiacciati da un mercato energivoro.

Da queste considerazioni nasce la campagna #FilieraSporca, di cui questo volume entra a far parte con l’intento di rafforzarne le raccomandazioni.

 

Stefano Liberti - Fonte: Operamundi

Stefano Liberti – Fonte: Operamundi

L’autore, Stefano Liberti

È un giornalista e regista italiano. Pubblica da anni reportage di politica internazionale su diversi periodici italiani e stranieri. Ha scritto, fra gli altri, A Sud di Lampedusa. Cinque anni di viaggi sulle rotte dei migranti, con cui ha vinto il Premio Indro Montanelli e Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo, tradotto in più di dieci paesi. Il suo ultimo libro è I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta.