Le multinazionali

Le multinazionali determinano il prezzo del succo d’arancia e comprano dagli spremitori. Cosa fanno per verificare che i prodotti non vengono dallo sfruttamento? Sono disponibili a rendere trasparente la filiera? Per la prima volta Coca-Cola, unica a farlo, rivela l’elenco dei suoi fornitori

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I protagonisti del mercato

Il succo d’arancia in Italia è nei fatti gestito in regime di oligopolio. I grandi protagonisti sono tre:

  • Nestlé, multinazionale nata in Svizzera, che produce l’aranciata San Pellegrino; in Italia ha sede a Milano.
  • Coca-Cola, tra i brand più noti al mondo, produce l’aranciata Fanta. La sede nazionale è a Sesto San Giovanni.
  • San Benedetto è invece interamente italiana e ha sede a Scorzé, provincia di Venezia.

Coca-Cola rivela i suoi fornitori

Un precedente storico

“Sono tutti localizzati in Sicilia e coprono l’intero fabbisogno dell’azienda, usando solo succo italiano”.

L’azienda “ritiene che uno spiccato senso civico sia fondamentale per avere successo nel lungo periodo”. Per quanto riguarda i controlli, Coca-Cola “si serve di terze parti indipendenti per assicurare il rispetto dei propri Principi Guida Aziendali, conducendo delle verifiche a campione su base continua”. In questo modo si può arrivare alla rescissione del contratto.
“Ci aspettiamo che i nostri fornitori adottino e sviluppino processi interni che assicurino il totale rispetto dei nostri Principi Guida Aziendali”.
“Nel 2014 abbiamo ulteriormente rafforzato i nostri controlli a livello globale relativamente all’assunzione e all’impiego di lavoratori migranti”.
Infine, alla domanda su interventi per l’accoglienza dei migranti nelle aree di maggiore rischio, Coca-Cola risponde di aver contribuito al progetto “Rosarno. Terra d’integrazione e legalità”, un centro polifunzionale per stranieri che è stato attivo per dodici mesi.

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