Poco dopo la presentazione e la pubblicazione del secondo Rapporto di Filiera Sporca, “La raccolta dei rifugiati. Trasparenza di filiera e responsabilità sociale delle aziende”, Una azienda della Grande distribuzione organizzata, Conad, si è detta disponibile a rispondere alle domande del questionario che Filiera Sporca aveva inviato a tutte le aziende a inizio maggio.

Avevamo dato conto, nel Rapporto, del mancato interesse di Conad a partecipare al nostro questionario, e abbiamo quindi accolto con piacere la disponibilità dell’azienda a rispondere alle nostre domande.

Conad non ci ha indicato la propria lista di fornitori di arance in Sicilia. Alla domanda sulla politica aziendale e delle certificazioni mirata a verificare la buona condotta dei propri fornitori nei confronti dei loro lavoratori, Conad ci ha risposto di non avere mai riscontrato situazioni anomale presso i propri fornitori: “Il problema può sorgere dove le aziende si avvalgono di cooperative di lavoratori per la raccolta: in questi casi è molto difficile monitorare il processo produttivo. Lamentiamo invece la mancanza di controlli da parte delle Autorità, che dovrebbero essere intensi e seri per poter dire di affrontare veramente questo problema”.

Sulla questione del prezzo, avevamo chiesto alle aziende di indicarci quale fosse il prezzo giusto per un kg di arance. Conad ci ha risposto che “quella del prezzo è una questione sensibile” ed “è difficile fare una generalizzazione perché molto dipende da come le aziende lavorano”. D’altro canto, spiega ancora Conad, “il fatto che i produttori lamentino prezzi troppo bassi spesso è conseguenza della lunghezza e della frammentarietà della filiera produttiva che dal campo alla tavola prevede troppi passaggi. Questa è una anomalia tutta italiana”.

Infine, sulla disponibilità a collaborare allo schema di una etichetta narrante, Conad ci ha spiegato che “quello della trasparenza è sicuramente un percorso da intraprendere, ma dobbiamo tenere conto del fatto che per arrivare a un risultato non sono sufficienti i controlli della Grande distribuzione organizzata, è necessario che tutti gli attori coinvolti – a partire dallo Stato – facciano la loro parte”.